Sedicente sensitiva di Napoli, il caso non viene archiviato: il GIP dispone nuove indagini

12 ottobre 2026 | Aggiornamento della vicenda già trattata dal Ghost Hunters Team nel dicembre 2025.

Nuovi sviluppi giudiziari nel caso della sedicente sensitiva napoletana che avrebbe promesso comunicazioni con i defunti durante dirette social, ricevendo in cambio donazioni economiche. Il giudice per le indagini preliminari di Napoli ha disposto la prosecuzione degli accertamenti, accogliendo l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura.

La vicenda, già affrontata dal Ghost Hunters Team nell’articolo pubblicato il 2 dicembre 2025, torna all’attenzione della cronaca nazionale a seguito delle nuove informazioni diffuse dall’agenzia ANSA il 12 ottobre 2026.

La decisione del GIP: le indagini devono proseguire

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Sabato Abagnale, ha ritenuto che non siano ancora esaurite le possibilità investigative finalizzate all’identificazione dell’eventuale responsabile della presunta truffa.

La decisione arriva dopo che il pubblico ministero aveva avanzato una richiesta di archiviazione, evidenziando le difficoltà oggettive legate all’acquisizione di informazioni su condotte realizzate attraverso piattaforme informatiche.

In particolare, l’individuazione dei soggetti coinvolti e la ricostruzione delle operazioni effettuate sui social network potrebbero richiedere una rogatoria internazionale presso le società che gestiscono le piattaforme.

Il provvedimento del GIP rappresenta quindi un passaggio importante: il procedimento non viene archiviato e gli accertamenti dovranno proseguire.

È tuttavia necessario precisare che la decisione non costituisce un accertamento di colpevolezza, ma riguarda la necessità di approfondire ulteriormente i fatti denunciati.

Accertata la mancata iscrizione all’albo degli psicologi

Uno degli elementi più rilevanti emersi dagli approfondimenti riguarda la qualifica professionale attribuita alla donna.

Come avevamo già riportato nel nostro precedente articolo, la sedicente sensitiva si sarebbe presentata anche come psicologa, una circostanza che, secondo le denunce, avrebbe contribuito a rafforzare la fiducia delle persone che si rivolgevano a lei.

All’epoca, tra le verifiche richieste figurava proprio quella relativa all’effettiva iscrizione all’albo professionale.

Oggi emerge un elemento concreto: secondo quanto riferito da ANSA, gli accertamenti svolti presso l’Ordine degli Psicologi della Campania hanno evidenziato che la donna non risultava iscritta all’albo.

Un dato significativo, soprattutto considerando la particolare vulnerabilità emotiva delle persone coinvolte nella vicenda.

Resta naturalmente compito dell’autorità giudiziaria stabilire se e in quali circostanze siano state utilizzate qualifiche professionali non possedute e se tali condotte abbiano eventuale rilevanza penale.

Le donazioni durante le dirette e il ruolo dei moderatori

Le nuove informazioni riportate da ANSA tornano anche sulle modalità attraverso le quali sarebbero state richieste somme di denaro agli spettatori.

Secondo le denunce presentate, la donna avrebbe sostenuto di poter entrare in contatto con persone decedute attraverso dirette social, durante le quali riceveva regali virtuali convertibili in denaro.

Quando le donazioni non arrivavano, avrebbe minacciato di interrompere il collegamento.

I moderatori delle trasmissioni sarebbero quindi intervenuti per spiegare agli utenti come effettuare i versamenti, arrivando a fornire indicazioni pratiche anche sull’acquisto e sull’utilizzo di carte prepagate.

Si tratta di circostanze che dovranno essere ulteriormente verificate dagli investigatori, ma che delineano, nelle denunce, un possibile sistema organizzato di sollecitazione economica.

Il punto centrale non riguarda semplicemente l’esistenza di donazioni durante una trasmissione online, quanto le condizioni nelle quali queste sarebbero state richieste e il possibile sfruttamento delle aspettative emotive degli spettatori.

La Battaglia di Andrea: soddisfazione per la prosecuzione delle indagini

L’associazione La Battaglia di Andrea, che ha sostenuto le persone denuncianti, ha espresso soddisfazione per gli sviluppi giudiziari.

I responsabili dell’associazione e le persone che hanno presentato denuncia hanno sottolineato come vicende di questo tipo non riguardino esclusivamente il denaro, ma coinvolgano individui che possono attraversare momenti di profonda fragilità psicologica.

L’associazione ha inoltre auspicato che il caso possa rappresentare un’occasione per ampliare l’attenzione investigativa verso fenomeni analoghi presenti sui social network, con particolare riferimento a TikTok.

Un richiamo alla necessità di tutelare le persone vulnerabili anche negli ambienti digitali, dove presunte pratiche spirituali e strumenti di monetizzazione possono entrare in contatto.

Il Ghost Hunters Team: la necessità di tutelare chi cerca risposte

Quando pubblicammo il primo articolo, nel dicembre 2025, avevamo posto l’attenzione soprattutto sul delicato rapporto tra lutto, speranza e possibili forme di manipolazione.

Gli sviluppi odierni rendono quella riflessione ancora più attuale.

Il Ghost Hunters Team ritiene fondamentale distinguere l’interesse per lo studio dei presunti fenomeni paranormali da qualsiasi pratica che possa alimentare aspettative infondate o sfruttare la sofferenza delle persone.

La ricerca paranormale, per essere condotta responsabilmente, richiede spirito critico, trasparenza e rispetto nei confronti di chi condivide esperienze personali, spesso profondamente dolorose.

Non esistono, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, prove solide e riproducibili che dimostrino la possibilità di stabilire comunicazioni con persone decedute attraverso presunte facoltà medianiche.

Per questo motivo, promesse di contatti con l’aldilà, soprattutto quando associate a richieste economiche, devono essere valutate con estrema prudenza.

Il dolore di una persona non dovrebbe mai diventare uno strumento di pressione o un’opportunità di guadagno.

Continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda, mantenendo il rispetto dovuto alle persone coinvolte e al lavoro dell’autorità giudiziaria.

La prosecuzione delle indagini rappresenta un passaggio importante verso il chiarimento dei fatti, ma sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti prima di formulare conclusioni sulle eventuali responsabilità.


 

Articolo precedente

Il Ghost Hunters Team aveva già approfondito la vicenda il 2 dicembre 2025 nell’articolo:

«Si definiva psicologa, ma parlava con i morti: il caso della sedicente sensitiva di Napoli»

https://www.ghosthuntersteam.it/nella-vita-reale-sono-una-psicologa-il-c/

Fonte dell’aggiornamento

ANSA – Redazione Cronaca, 12 ottobre 2026

«’Parlo con i defunti’, il gip dispone ulteriori indagini su una sedicente sensitiva».

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/12/parlo-con-i-defunti-il-gip-dispone-ulteriori-indagini-su-una-sedicente-sensitiva_3d137d5c-4a35-44d8-9ae2-8dc9a8c5cd69.html

Elaborazione editoriale e approfondimento a cura del Ghost Hunters Team.

Si definiva psicologa, ma parlava con i morti: il caso della sedicente sensitiva di Napoli
Nancy Ghislanzoni

Nasce a Casnigo (BG), investigatrice del GHT dal 2011.
Studiosa di esoterismo, occultismo, parapsicologia e scienze forensi.
Referente principale del team.
Ama tutto ciò che è arte e mistero.

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