Può esistere un vero “Sottosopra”?

Cosa dicono la fisica e la cosmologia moderne sulle dimensioni parallele

L’idea di un mondo parallelo nascosto, un luogo oscuro e inquietante che si sovrappone al nostro, ha sempre affascinato l’immaginario umano. Stranger Things lo ha reso iconico con il suo “Sottosopra”: un riflesso distorto della nostra realtà, familiare ma al tempo stesso profondamente ostile. Gli amanti del paranormale — come noi del Ghost Hunters Team — non possono fare a meno di chiedersi: e se, sotto la superficie del mondo visibile, esistesse davvero qualcosa di simile?

La scienza, negli ultimi decenni, ha iniziato a esplorare seriamente la possibilità che il nostro universo non sia l’unico. E per quanto le teorie più avanzate non prevedano un “mondo gemello” popolato da creature mostruose, è vero che la fisica moderna contempla scenari sorprendenti, capaci di alimentare interrogativi inquietanti e suggestivi.

Il fascino del multiverso: quando l’universo non basta

Per molto tempo, l’idea di universi paralleli è rimasta confinata nella fantascienza. Oggi, invece, diversi rami della fisica teorica considerano l’esistenza di altri universi una possibilità concreta.

Una delle ipotesi più discusse è legata all’inflazione cosmica: un modello secondo cui, subito dopo il Big Bang, spazio e tempo si sarebbero espansi in modo talmente rapido e caotico da generare più “bolle” di universo. La nostra sarebbe quindi una regione tra molte, ciascuna con le proprie leggi fisiche. In questa visione, altri universi potrebbero esistere ovunque — e al tempo stesso essere completamente irraggiungibili, isolati da barriere cosmiche impenetrabili.

Un’altra ipotesi nasce dalla meccanica quantistica, e immagina un multiverso più profondo e complesso. Ogni evento, ogni scelta, ogni microscopica fluttuazione potrebbe creare nuove ramificazioni della realtà. È l’interpretazione dei Molti Mondi, proposta da Hugh Everett negli anni ’50: un modello che vede l’universo non come una linea, ma come un immenso albero in continua crescita, con biforcazioni infinite.

Esistono poi le teorie legate alle dimensioni extra. La Teoria delle Stringhe, che tenta di unificare le forze fondamentali della natura, ipotizza l’esistenza di dimensioni aggiuntive — invisibili, arrotolate o estese in modi che non percepiamo. In alcune versioni, il nostro universo sarebbe come una “membrana” sospesa in uno spazio più grande, accanto ad altre membrane simili: altri universi che respirano e si muovono a pochi istanti da noi, separati solo da una distanza multidimensionale.

Sono tutte teorie matematiche, certo. Ma sono tra le più studiate, le più serie, le più considerate plausibili da molti fisici teorici.

Quando la scienza dice “sì” — e quando dice “non così”

È importante chiarire un punto fondamentale: la scienza moderna non esclude affatto la possibilità che altri universi esistano. Quello che non prevede — almeno finora — è qualcosa che assomigli nello specifico al “Sottosopra”.

Le teorie più accreditate suggeriscono mondi che potrebbero essere radicalmente diversi dal nostro: universi con costanti fisiche incompatibili con la vita, senza stelle, senza atomi stabili, o incapaci perfino di sviluppare una struttura complessa. Nulla, in nessun modello, suggerisce l’idea di un universo “specchio” del nostro, con gli stessi edifici, la stessa geografia, lo stesso passato… ma in una versione corrotta o decadente.

Questo è un punto cruciale: il concetto di una dimensione parallela che rappresenta una copia distorta della nostra nasce dalla narrativa, non dalla fisica. Le teorie scientifiche più avanzate non prevedono duplicati del nostro mondo, né dimensioni sovrapposte in cui camminiamo senza saperlo. E soprattutto, non suggeriscono la presenza di portali, varchi o interazioni tra universi diversi.

La scienza è molto chiara: se esistono altri universi, sono completamente isolati dal nostro, almeno finché non scopriremo nuovi modi di interpretare lo spazio e il tempo.

Le tracce invisibili: come la scienza tenta di scoprire l’impossibile

Nonostante i limiti attuali, i ricercatori non si sono arresi all’idea di rendere osservabile l’inosservabile. Alcuni tentativi, ancora molto preliminari, provano a capire se il nostro universo possa portare “cicatrici” lasciate da ipotetiche interazioni con altri mondi.

C’è chi cerca irregolarità nella radiazione cosmica di fondo, alla ricerca di segni che potrebbero essere interpretati come “collisoni” avvenute miliardi di anni fa tra bolle di universo. Altri studiano la gravità: la più misteriosa tra le forze fondamentali. In alcune teorie, la gravità potrebbe “trapelare” da una brana all’altra, lasciando sottili anomalie misurabili.

Al momento, però, nulla è stato rilevato. Tutto rimane nel territorio delle possibilità: affascinanti, ma ancora prive di qualsiasi prova sperimentale.

Allora, un Sottosopra può esistere?

Dipende da cosa intendiamo con “Sottosopra”.

Se parliamo di un mondo identico al nostro, sovrapposto nello stesso spazio, popolato da versioni oscure di ciò che conosciamo, la risposta è no: non c’è alcuna base scientifica per immaginarlo.

Se invece parliamo della possibilità che esistano altre realtà, altre dimensioni, altri universi — allora sì. La scienza lo considera non solo possibile, ma in certi casi quasi inevitabile.

Il confine tra scienza e mistero, oggi, è più sottile che mai.
Ed è qui che nascono le domande più affascinanti: quelle che stanno sia a cuore agli scienziati sia agli investigatori dell’ignoto.

Nancy Ghislanzoni

Nasce a Casnigo (BG), investigatrice del GHT dal 2011.
Studiosa di esoterismo, occultismo, parapsicologia e scienze forensi.
Referente principale del team.
Ama tutto ciò che è arte e mistero.

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