IL VARDÖGR: PREVEGGENZA NORDICA

In generale i fenomeni extrasensoriali sono globali, tendono cioè ad essere ben distribuiti e ben noti (seppur con varianti zonali) su tutto il territorio.
Si potrebbe quasi dire che la loro larga diffusione e l’omogeneità di caratteristiche finisce per esserne l’apparente garanzia stessa di autenticità.
Eppure di tanto in tanto capita di imbattersi in un fenomeno tipicamente locale.

Recentemente, leggendo un volume sull’argomento, sono incappato in un fenomeno che è tipicamente norvegese: il Vardögr o Vardøger.
Ne esiste in realtà una analoga versione in Finlandia conosciuta come Etiäinen;
Si tratta di una sorta di deja vu al contrario: un fenomeno che preannuncia un evento che ancora deve accadere, in specifico l’arrivo di qualcuno, di solito un famigliare.
Si manifesta con fenomeni uditivi, come se una sorta di “doppio” della persona in questione giungesse in anticipo rispetto all’”originale”.

In breve i famigliari sentiranno rumori come l’aprirsi della porta, i passi, il riporre vestiti o scarpe e muovere oggetti secondo le abitudini tipiche della persona preannunciata.
Sono assolutamente rarissimi i casi in cui il fenomeno diventa visivo e si intravede un simulacro della persona stessa.

Va quindi tenuto presente che i rumori di oggetti spostati e porte aperte e richiuse non avranno mai riscontro in eventi fisici reali: gli oggetti in questione saranno tranquillamente al loro posto e risulteranno non essere mai stati mossi né toccati.

In Norvegia il Vardögr è talmente conosciuto che quasi nessuno se ne meraviglia o se ne preoccupa, anzi la tradizione racconta di mogli che lo “usavano” per far trovare pronta la cena ai mariti che rientravano dal lavoro!

Sembra che il Vardögr avvenga nel momento in cui la persona preannunciata decide di mettersi in viaggio verso casa e che sia quindi legato all’intenzione stessa prima che all’azione.

Nella descrizione del fenomeno lo studioso T. Wereide (professore di fisica presso l’Università di Oslo) nota che il Vardögr risulta più diffuso nelle zone rurali della Norvegia, le cui comunità sono estremamente isolate per lunga parte della stagione, per lo meno fino a tempi non troppo lontani, e comunque molto distanti tra loro.

Lo studioso farebbe risalire proprio alla difficoltà di comunicazione e alla lunga solitudine lo sviluppo di questa curiosa forma di ipersensibilità, quasi di preveggenza o se vogliamo di telepatia.

Una volta lasciata la campagna per la grande città i norvegesi avrebbero quindi portato con se questa curiosa quanto utile facoltà che tuttora di tanto in tanto si perpetua.
Nonostante la forte rassomiglianza tra i fenomeni non sembra corretto comparare il Vardögr alla Bilocazione oppure al Doppelganger che presuppongono un doppio molto più “presente” per lo meno sul piano visivo quando non addirittura materiale e nel secondo caso anche molto più sinistro!

Ma il Vardögr è davvero un fenomeno solamente norvegese o scandinavo? Forse no.

Io stesso conosco persone che lo hanno sperimentato anche in Italia, sebbene molto più rare, almeno all’apparenza, rispetto ai paesi nordici.
Sarebbe molto interessante raccogliere eventuali racconti di esperienze di questo tipo per creare una
statistica anche nel nostro paese.

Marco Barbieri

Nato a Voghera (PV) nel 1968, laureato in Scienze dei Beni culturali Archivistico-Librari, di professione restauratore. Appassionato lettore tra le altre cose di Storia Locale e Medioevale, Mitologie e religioni, si interessa da tempo, seppur con uno sguardo scettico, di Parapsicologia e Archeologia alternativa.

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