Dan Rivera, è morto per mano di Annabelle? Facciamo chiarezza.

La notizia della morte improvvisa dell’investigatore del paranormale Dan Rivera nel luglio 2025 aveva scatenato immediatamente ondate di speculazione: sui social, forum e blog sono fioccate teorie che associavano la sua scomparsa alla celebre bambola “Annabelle”. Dopo un’analisi più approfondita delle fonti — incluse le ultime dichiarazioni ufficiali — emerge però un quadro molto più sobrio e realistico.

Secondo un articolo pubblicato da Sky TG24, la polizia dello stato della Pennsylvania ha riferito che il 13 luglio Rivera — di 54 anni — è stato trovato morto in una stanza d’albergo a Straban Township, nei pressi di Gettysburg: per adesso la causa del decesso viene indicata come naturale, e “non è stato osservato nulla di insolito o sospetto sulla scena”. Sky TG24
La morte è stata confermata da New England Society for Psychic Research (NESPR), organismo per cui Rivera lavorava, tramite un post su Facebook il 14 luglio, nel quale un collega di nome Chris Gilloren ha espresso cordoglio per l’improvvisa perdita, sottolineando l’impegno e la passione di Rivera per l’investigazione paranormale. Sky TG24

Al momento della morte, Rivera stava partecipando al tour “Devils on the Run Tour”, un evento itinerante organizzato dalla NESPR dedicato alla bambola Annabelle: la tappa in corso prevedeva la mostra della bambola (o di una sua rappresentazione) in un contesto pubblico.

Tuttavia, due dettagli emersi da varie ricostruzioni e fonti giornalistiche vanno nella direzione di smentire qualunque legame tra la morte di Rivera e la bambola: innanzitutto, la polizia ha confermato di non aver rilevato segni di violenza, effrazione o elementi sospetti nella stanza d’albergo.
In aggiunta, secondo quanto riportato da fonti come “Entertainment Weekly” e testate americane sull’autopsia successiva all’evento, la causa della morte è risultata di origine cardiaca — dunque naturale — e la bambola Annabelle non era presente nella stanza al momento del ritrovamento del corpo.

Dopo la conferma del decesso, la NESPR ha annunciato che il tour proseguirà comunque, come tributo alla passione e al lavoro di Rivera nel campo del paranormale.

Cosa cambia nella narrazione e perché è importante distinguere fatti e mito

Alla luce di queste informazioni, l’ipotesi che Dan Rivera sia morto “per mano di Annabelle” appare oggi praticamente priva di fondamento. Le autorità locali non hanno rilevato nulla di sospetto sulla scena, l’autopsia conclude per cause naturali, la bambola non era nella stanza: tutte le evidenze convergono verso un tragico ma ordinario decesso — non un evento soprannaturale.

È fondamentale sottolineare che la parte più rumorosa del racconto — quella che parla di “rabbia della bambola”, “maledizione” o “oggetto maledetto” — deriva da speculazioni, dicerie, panico collettivo e suggestione. Non da fatti accertati.

In un’ottica di giornalismo serio, è perciò opportuno considerare il caso come un lutto reale, di una persona relativamente nota nel campo del paranormale, e non come un episodio di horror degno di film.

Warner Ghislanzoni (Doc)

Nasce a Casnigo (BG), investigatore del GHT dal 2022.
Il suo interesse verso il mondo dell’ignoto e talmente vasto da dedicare la sua tesi di laurea proprio a queste tematiche, in particolar modo ai fantasmi e demoni Giapponesi. Laureato in lingue e letterature straniere all’Università di Bergamo, parla diverse lingue ed è un grande conoscitore della cultura e della letteratura Giapponese.

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