NAPOLI, 20 novembre 2025 — Cinque donne hanno presentato una denuncia alla Procura di Napoli contro una sedicente sensitiva che, secondo i loro racconti, le avrebbe convinte di poterle mettere in contatto con i loro familiari defunti durante dirette sui social, ottenendo in cambio donazioni digitali riconvertite in contanti.
Il fatto
Le denunce, raccolte e inoltrate nei giorni scorsi, raccontano di live streaming durante i quali la presunta medium annunciava comunicazioni con i morti e chiedeva contributi economici alle persone collegate. In alcuni casi le somme versate arriverebbero fino a 700 euro per singola utente, secondo quanto riportato nelle segnalazioni.
Modalità e presunte pressioni
Le vittime — descritte nella denuncia come particolarmente vulnerabili — raccontano che durante le sessioni la donna avrebbe esercitato pressioni psicologiche e messo in atto umiliazioni pubbliche nei confronti di chi decideva di interrompere la partecipazione o di non effettuare ulteriori donazioni. Le persone che si sono rivolte alla Procura non sono tutte residenti in Italia: tra le denunciate risultano anche due donne residenti in Svizzera e Germania.
Elementi accusatori: voci false e complici
Secondo le ricostruzioni contenute nelle denunce, la presunta sensitiva si sarebbe avvalsa dell’aiuto della figlia per simulare con voci modificate l’intervento delle anime, pratica che le denuncianti definiscono manipolatoria e lesiva della dignità emotiva di persone in lutto. Durante le dirette erano presenti anche moderatrici che, sempre secondo le vittime, prendevano di mira chi intendeva abbandonare il collegamento o smettere di donare.
Supporto legale e psicologico alle vittime
A fornire assistenza psicologica e legale alle donne che hanno sporto denuncia è l’associazione La Battaglia di Andrea, che opera nel sostegno alle vittime; l’assistenza legale è affidata all’avvocato Sergio Pisani.
Un’accusa aggravata da una falsa qualifica
Una delle denuncianti ha dichiarato che molte donne si erano fidate della presunta sensitiva anche perché questa si presentava come psicologa impiegata in un centro antiviolenza: quella qualifica, dicono le vittime, avrebbe aumentato la credibilità della donna e favorito il rapporto di fiducia che le ha portate a rivolgersi a lei.
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Al momento la vicenda è oggetto di segnalazione alla Procura di Napoli: la notizia è stata resa nota tramite le denunce presentate dalle vittime e riportata dai media locali. L’articolo riporta i fatti come indicati nelle segnalazioni; resta ferme la presunzione di innocenza e gli ulteriori accertamenti che potrà svolgere l’autorità giudiziaria.
Fonte: ANSA — Napoli, 20 novembre 2025.
Nancy Ghislanzoni
Nasce a Casnigo (BG), investigatrice del GHT dal 2011.
Studiosa di esoterismo, occultismo, parapsicologia e scienze forensi.
Referente principale del team.
Ama tutto ciò che è arte e mistero.
