IT, spiritualità e paranormale: quando l’orrore incontra le credenze arcaiche

Quando si parla di It di Stephen King, la mente corre immediatamente a Pennywise, al clown che incarna le paure più profonde dell’infanzia. Tuttavia, al di là del volto grottesco e della suspense, la storia esplora temi legati al paranormale e alla spiritualità in modo sorprendentemente profondo. Nel romanzo, It non è uno spirito tradizionale né un demone religioso: è un’entità pre-umana, extradimensionale, che sfugge a ogni comprensione ordinaria. La sua esistenza stessa dipende dalla paura, che diventa non solo un’emozione, ma un vero e proprio nutrimento, un canale attraverso cui questa forza si manifesta e interagisce con il mondo.

Uno degli aspetti più interessanti dell’opera riguarda il ruolo della mente nella lotta contro il Male. I rituali, le visioni e le sfide non hanno effetti perché “magici” nel senso classico, ma perché fondati sulla convinzione e sull’immaginazione. Il celebre Rituale di Chüd, spesso frainteso come un rituale sciamanico, è in realtà una battaglia su un piano mentale e spirituale, simile a un viaggio della coscienza, in cui la volontà dei personaggi diventa il mezzo per confrontarsi con l’ignoto.

Molti lettori hanno notato collegamenti tra la narrativa di King e la spiritualità dei nativi americani, soprattutto nelle trasposizioni cinematografiche e nella serie Welcome to Derry. È importante sottolineare, però, che nel romanzo originale i nativi americani non compaiono direttamente e le loro credenze non vengono esplorate in modo dettagliato. Nei film più recenti, alcune rappresentazioni tendono a ridurre la spiritualità indigena a rituali e simboli, spesso semplificati o stereotipati. Nella realtà, le culture indigene concepiscono il mondo come un equilibrio tra uomo, natura e spirito, dove le presenze paranormali non sono entità malevole da combattere, ma parte integrante della vita e della memoria collettiva.

Uno dei punti di contatto più suggestivi tra It e una spiritualità arcaica è l’idea che i luoghi conservino memoria. La città di Derry non è solo uno sfondo, ma un contenitore di eventi traumatici, violenze e silenzi. It emerge ciclicamente, come se il territorio stesso fosse impregnato di ciò che è accaduto, e la sua manifestazione non è casuale. Questo concetto richiama alcune teorie paranormali moderne secondo cui le “impronte energetiche” possono persistere nei luoghi, creando fenomeni che vengono percepiti come presenze o apparizioni. La serie Welcome to Derry sviluppa questo tema in modo più approfondito, suggerendo che il Male non venga evocato, ma risvegliato dai traumi e dalle memorie dimenticate dalla comunità.

Dal punto di vista della ricerca sul paranormale, Pennywise rappresenta qualcosa di più complesso di un semplice spirito: è una forma di parassita cosmico che sfrutta le emozioni umane, in particolare la paura, per affermarsi nel mondo fisico. Non guida, non protegge, non ristabilisce un equilibrio: amplifica il caos e la disgregazione psicologica. In questo senso, si pone in netto contrasto con le figure spirituali delle tradizioni indigene, che incarnano equilibrio, memoria e connessione con la natura.

In ultima analisi, It può essere visto come una riflessione sul trauma e sulla memoria collettiva. L’entità ritorna perché viene dimenticata, ignorata o razionalizzata, suggerendo che ciò che non viene elaborato a livello psicologico tende a manifestarsi in forme anomale. La forza dell’opera di Stephen King risiede proprio in questa ambivalenza: non è un manuale di spiritualità né una rappresentazione fedele delle credenze indigene, ma un’indagine sul modo in cui il paranormale può intrecciarsi con la psiche, con il ricordo e con il paesaggio emotivo delle comunità.

Per chi si occupa di ricerca sul paranormale, It offre uno spunto stimolante: suggerisce che alcune presenze non vivano nei luoghi o negli oggetti, ma nelle persone e nei ricordi condivisi, trasformando la paura in un ponte tra dimensioni e rendendo l’orrore un fenomeno tanto psicologico quanto soprannaturale.

Warner Ghislanzoni (Doc)

Nasce a Casnigo (BG), investigatore del GHT dal 2022.
Il suo interesse verso il mondo dell’ignoto e talmente vasto da dedicare la sua tesi di laurea proprio a queste tematiche, in particolar modo ai fantasmi e demoni Giapponesi. Laureato in lingue e letterature straniere all’Università di Bergamo, parla diverse lingue ed è un grande conoscitore della cultura e della letteratura Giapponese.

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